Quest’anno la Barcolana è stata per me un’occasione per dedicare qualche giornata alla fotografia, ma soprattutto per condividere questa passione con i ragazzi del corso di street photography.
Ho iniziato giovedì, facendo un giro tra gli stand e le zone della manifestazione, un po’ per curiosità e un po’ per capire quali situazioni e occasioni fotografiche avremmo potuto trovare nei giorni successivi. Naturalmente, qualche fotografia è scappata anche durante questo primo sopralluogo.

Venerdì è stata invece la giornata dedicata all’incontro con i ragazzi del corso. Tra osservazioni, confronti e qualche scatto, il tempo è passato velocemente. Ho fotografato meno del giorno precedente, perché ero soprattutto impegnato a seguire e accompagnare il gruppo.
Quelli che dovevano essere pochi momenti dedicati alla fotografia sono diventati così tre giornate tra la gente, gli stand e le tante situazioni che la Barcolana sa offrire.
Alcune delle fotografie realizzate sono diventate anche occasione di confronto durante il corso, per ragionare insieme su quei piccoli dettagli e quelle coincidenze che rendono interessante la street photography.
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Il gioco delle linee, delle forme e dei contrasti mi aveva colpito subito. Sono passato più volte davanti a questa struttura, finché una presenza umana ha completato la composizione.

Più ancora del grande pannello rosso, mi aveva attirato quella lunga diagonale che guida lo sguardo verso il fondo della scena. Una figura di passaggio ha completato la composizione.

La pioggia di giovedì e venerdì ha lasciato sull’asfalto un intreccio di luci e colori. Un ombrello ormai chiuso, in mezzo ai riflessi, suggerisce che l’acquazzone è appena passato.

Stand, passanti e riflessi si mescolano sulla superficie della chiglia, creando una scena in cui non è immediato distinguere ciò che è reale da ciò che è riflesso.

Un incontro inatteso tra gli stand della Barcolana: la Fanfara dei Bersaglieri, con la sua musica e il caratteristico passo di corsa. Una scena piena di movimento, che il bianco e nero rende più essenziale.

Un volto seducente dipinto su un casco e, poco più sotto, un logo che non ha bisogno di essere letto per essere riconosciuto: Harley-Davidson


Anche per me è arrivato il momento di scegliere. Ai ragazzi avevamo chiesto di portare al massimo cinque fotografie e non volevo certo essere da meno! Tra queste due immagini, entrambe legate alla difficoltà di isolare un soggetto in mezzo alla folla, alla fine ho preferito quella con i due bassotti.
