Bianco e Nero o Colori nella Street Photograpy

Se pensiamo alla fotografia street, una delle prime cose che ci vengono in mente è il bianco e nero. Molte delle immagini iconiche degli anni ’50 e ’60 sono state realizzate così e, forse anche per questo, siamo portati ad associarlo naturalmente alla street photography.
Questo non significa però che il colore abbia un ruolo secondario. Al contrario, ci sono fotografie nelle quali il colore è parte integrante dell’immagine e rinunciarvi significherebbe perdere qualcosa.
Personalmente scatto a colori, ma non sempre la decisione finale arriva nello stesso momento. Ci sono fotografie che, già mentre scatto, so che diventeranno in bianco e nero. Altre che vedo immediatamente a colori, perché proprio il colore è uno degli elementi che mi ha portato a scattare.
Poi ci sono le immagini sulle quali non ho subito una risposta. In questi casi sviluppo entrambe le versioni, una a colori e una in bianco e nero, e solo confrontandole decido quale delle due riesce a esprimere meglio ciò che avevo visto.
In realtà questo ragionamento riguarda anche un tema più ampio: la post-produzione. Una cosa che ripeto spesso è che ogni fotografia ha bisogno della propria post-produzione, che si tratti di colore o di bianco e nero. Per me ogni immagine è un caso a sé: non esiste una lavorazione valida per tutte, perché contrasto, tonalità, luci, ombre e ogni altro intervento dipendono dalla singola fotografia e da ciò che voglio ottenere.
A volte, inoltre, è proprio l’utilizzo che intendiamo fare dell’immagine a influenzare le nostre scelte. Una fotografia che preferiamo in bianco e nero, per esempio, potrebbe funzionare meglio a colori all’interno di un determinato progetto, o viceversa.


Una precisazione che vale per tutto ciò che segue, e più in generale per quello che scrivo di fotografia: queste sono considerazioni nate dalla mia esperienza e dal mio modo di vedere le cose, non regole scolpite nella pietra. Ogni fotografia e ogni fotografo fanno storia a sé.
Mi capita di sintetizzare la differenza tra i due linguaggi con una frase molto semplice:
“Il bianco e nero racconta, il colore mostra.”
È volutamente una semplificazione e non pretende di essere una regola. Paul Outerbridge espresse un concetto molto vicino:
“In black and white you suggest; in color you state.”
Liberamente tradotto: “In bianco e nero suggerisci; a colori affermi.”
È un buon punto di partenza per provare a capire cosa possono offrirci i due linguaggi.
BIANCO E NERO: VANTAGGI
Il bianco e nero esalta l’atmosfera
Il bianco e nero può rafforzare l’atmosfera che abbiamo percepito al momento dello scatto, ma non basta eliminare il colore perché questo accada. Anche la post-produzione ha un ruolo importante: toni, contrasto, luci e ombre devono essere lavorati in funzione della fotografia.
C’è poi un altro aspetto che contribuisce a creare atmosfera: il bianco e nero ci mette davanti a una realtà alternativa. Noi vediamo il mondo a colori; quando una fotografia elimina il colore, ci mostra quindi una realtà che non percepiamo normalmente con i nostri occhi. Proprio questa distanza dal reale può contribuire a rendere l’immagine più suggestiva e a rafforzarne l’atmosfera.
Qui però va fatta una distinzione.
Se la forza dell’immagine è soprattutto nella scena e in ciò che sta accadendo — come può succedere nella street più narrativa o documentaria — una lavorazione non perfetta può passare in secondo piano. È ciò che la fotografia racconta ad avere il peso maggiore.
Quando invece l’immagine vive soprattutto di grafismi, geometrie, luce, ombre e atmosfera, la qualità del bianco e nero diventa molto più importante. Un bianco e nero piatto, slavato o poco curato può togliere forza proprio agli elementi sui quali si regge la fotografia
Ha un fascino senza tempo
Il bianco e nero porta con sé un forte legame con la storia della fotografia. Nel nostro immaginario ci sono moltissime immagini del passato realizzate in bianco e nero e questa associazione continua, in qualche modo, a influenzare il nostro modo di guardare le fotografie.

Per questo, quando mancano riferimenti temporali evidenti, anche una fotografia realizzata oggi e proposta in bianco e nero può sembrare appartenere a molti anni fa.
Naturalmente non succede con qualsiasi fotografia: abbigliamento, automobili, architetture o altri elementi possono collocare immediatamente una scena nel presente. Ma quando questi riferimenti sono deboli o assenti, il bianco e nero può rendere l’immagine più sospesa nel tempo e darle un fascino particolare.
Evita le distrazioni date dal colore
Il colore attira lo sguardo. Un vestito molto acceso, un cartello, un oggetto o qualsiasi elemento cromaticamente dominante può diventare il primo punto che osserviamo in una fotografia, anche quando non è ciò che volevamo mettere in evidenza.
Eliminando il colore, questa gerarchia può cambiare.
L’occhio torna a concentrarsi maggiormente sulle forme, sulla luce, sui gesti, sulle espressioni e sulle relazioni tra gli elementi presenti nella scena.
Il bianco e nero può quindi essere una scelta utile quando il colore, anziché contribuire alla fotografia, finisce per distrarre da ciò che realmente ci interessa mostrare.
Alcuni dettagli sono più godibili in bianco e nero
Ci sono situazioni nelle quali il colore aggiunge poco e può addirittura nascondere alcuni degli elementi più interessanti della fotografia.

Una successione di strisce pedonali, una serie di archi, la ripetizione di forme, alternanze di luce e ombra, linee e geometrie possono acquistare molta più forza una volta eliminate le informazioni cromatiche.
In questi casi il bianco e nero permette di leggere più chiaramente il ritmo della fotografia e può trasformare una scena apparentemente ordinaria in un’immagine molto più grafica.
Gestire esposizioni e condizioni di luce difficili
Il bianco e nero può offrire maggiore libertà quando ci troviamo a fotografare in condizioni di luce complicate: poca luce, contrasti molto forti oppure la luce dura delle ore centrali della giornata.
In post-produzione possiamo concentrarci maggiormente sui valori tonali, sulle alte luci e sulle ombre, senza dover contemporaneamente mantenere credibili o gradevoli tutti i colori presenti nella scena.
C’è poi il problema del rumore digitale. Oggi i programmi di post-produzione permettono di ridurlo in maniera molto più efficace rispetto al passato. Quando questi strumenti non esistevano, fotografare con poca luce significava spesso accettare una quantità importante di rumore; con la pellicola entrava invece in gioco la grana.
Nel bianco e nero questi elementi risultano generalmente più facili da integrare nell’immagine e, in alcuni casi, invece di essere soltanto un difetto possono diventare parte del carattere stesso della fotografia. Ancora oggi una certa grana, quando coerente con l’immagine, può contribuire alla sua atmosfera.
Una visione alternativa alla vita reale
Noi vediamo il mondo a colori. Nel momento in cui eliminiamo il colore stiamo quindi già compiendo un’interpretazione della realtà.

Questo è uno degli aspetti interessanti del bianco e nero: non si limita necessariamente a riprodurre ciò che avevamo davanti, ma può trasformarlo, semplificarlo e portarci verso una lettura differente della stessa scena.
È anche per questo che, davanti ad alcune fotografie, possiamo sapere già al momento dello scatto che l’immagine finale sarà in bianco e nero. Non stiamo semplicemente pensando di togliere il colore successivamente: stiamo già immaginando una fotografia diversa dalla realtà che abbiamo davanti.
Il bianco e nero viene spesso percepito come più “artistico”
È una cosa che ho osservato molte volte soprattutto tra chi guarda fotografie senza appartenere necessariamente all’ambiente fotografico.
Davanti a una buona immagine in bianco e nero non è raro sentire commenti del tipo: “Questa è proprio artistica.”
Naturalmente il bianco e nero non rende automaticamente artistica una fotografia, così come il colore non la rende meno artistica. Per un fotografo sono semplicemente due linguaggi differenti, ciascuno con le proprie possibilità e, naturalmente, con le proprie preferenze personali.
COLORE: VANTAGGI
Il colore come scelta per stili innovativi
Oggi il colore, soprattutto grazie alla post-produzione, permette sperimentazioni e stili nuovi, spesso ispirati al cinema, al fumetto, alla pittura e non solo.
Molti linguaggi visivi contemporanei nascono proprio dalla possibilità di intervenire in maniera mirata sul colore, trasformandolo in una parte essenziale dello stile dell’immagine.
Quando i rapporti tra i colori diventano il soggetto
Ci sono immagini in cui i rapporti tra i colori sono il vero fulcro visivo e, senza colore, la fotografia perderebbe una parte importante del proprio significato.

Alcune combinazioni funzionano particolarmente bene: contrasti come giallo e blu o verde e rosso, ma anche passaggi più morbidi tra tonalità vicine. Basta pensare, anche uscendo per un momento dalla street photography, al foliage: la sua forza visiva nasce proprio dall’insieme di colori, dalle sfumature e dai rapporti che si creano tra una tonalità e l’altra.
Il significato dei colori
Il colore non è soltanto un elemento estetico. Alcuni colori portano con sé associazioni che fanno parte del nostro modo di interpretare ciò che vediamo: il rosso può richiamare il pericolo, il verde la natura, il giallo il sole o la ricchezza, e gli esempi potrebbero continuare.
Queste associazioni possono essere utilizzate dal fotografo per rafforzare un messaggio, una sensazione o un’atmosfera. Non è sempre semplice farlo in maniera consapevole, ma nel tempo diversi fotografi hanno costruito immagini sfruttando proprio il significato e le sensazioni che determinati colori possono evocare.
Il colore per far risaltare un dettaglio
Ci sono fotografie nelle quali è un singolo elemento colorato ad attirare l’attenzione e a diventare il vero protagonista dell’immagine. In questi casi il colore non è semplicemente una caratteristica della scena, ma viene utilizzato consapevolmente per guidare lo sguardo verso un punto preciso.

Un esempio estremo è il cosiddetto colore selettivo, molto utilizzato soprattutto alcuni anni fa: l’immagine viene trasformata quasi interamente in bianco e nero lasciando a colori un solo elemento, come le labbra di una persona, un oggetto o il classico autobus rosso in una scena londinese.
È un effetto che oggi può apparire un po’ datato se utilizzato in maniera troppo evidente, ma rende molto chiaro il principio: il colore può diventare uno strumento per decidere dove vogliamo portare lo sguardo dell’osservatore.
Creare immagini astratte
Il colore permette anche di creare immagini astratte, dove non è più importante riconoscere un soggetto, ma lasciarsi guidare da forme, movimenti e tonalità.

Penso, per esempio, ai riflessi nell’acqua: il movimento della superficie modifica continuamente forme e colori e il fotografo non ha un controllo completo sul risultato. Proprio questa imprevedibilità può produrre immagini particolarmente interessanti.
Lo stesso può accadere con mossi creativi e sfocati intenzionali. In queste fotografie il colore spesso diventa protagonista e l’immagine smette di descrivere la realtà in maniera diretta per suggerire soprattutto forme e sensazioni.
Naturalmente una fotografia astratta non deve essere necessariamente a colori, ma molto spesso è proprio il colore a dare forza a questo tipo di immagini.
Un’esperienza personale: imparare a cercare il colore
Quando esco a fotografare porto quasi sempre con me le cuffiette e ascolto musica, soprattutto rock degli anni ’70 e ’80, anche se non esclusivamente. Musica e fotografia, per me, finiscono spesso per incontrarsi.
Qualche tempo fa ho realizzato un video fotografico intitolato Colors, costruito attorno a un brano proposto da Playing For Change. Per realizzare quel video avevo bisogno di fotografie nelle quali il colore avesse un ruolo importante e questo mi ha portato, quasi inconsapevolmente, a cominciare a cercare il colore mentre fotografavo.
È stata un’esperienza che ha modificato anche il mio modo di vedere. All’inizio circa l’80% delle mie fotografie finiva in bianco e nero; oggi la proporzione è molto più vicina al 50% a colori e al 50% in bianco e nero. Non perché abbia abbandonato il bianco e nero, ma perché ho imparato a vedere possibilità che prima probabilmente cercavo meno.
Alla fine, credo che non esista una scelta migliore in assoluto tra bianco e nero e colore. Sono due modi diversi di interpretare la realtà, ciascuno con le proprie possibilità.
Per me la scelta dipende sempre dalla singola fotografia, da ciò che ho visto al momento dello scatto e da quello che voglio trasmettere attraverso l’immagine.
